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La periferia di Berna non è proprio lo stereotipo delle aree degradate delle grandi città europee, rifiuti urbanistici a cui normalmente si dà il nome di quartiere dormitorio. Sembra, invece, una di quegli spazi che si vedono nei telefim americani popolate da famiglie modello coi bambini che giocano nei giardinetti antistanti l’ingresso.
Ma, volgendo lo sguardo verso l’autostrada, tre imponenti onde di acciaio avvolgono il paesaggio e si confondono con le colline circostanti. E’ questo il nuovo museo dedicato a Paul Klee progettato da Renzo Piano.
Il museo ospita oltre quattromila opere del poliedrico artista elvetico che si occupò oltre che di pittura, di filosofia, poesia e musica. Tema caratterizzante di quest’edificio è l’acciaio, quattro chilometri di possenti strutture che si perdono tra le colline e sorreggono una diafana facciata in vetro. La luce naturale si intreccia con la materica forza dell’acciaio che integra perfettamente una tecnologia molto sofisticata allo scorrere lento delle stagioni e alla calda atmosfera del parquet che unifica i differenti spazi.
Differenti spazi che si perdono, però, quando ci si avventura in quella zona sacra e segreta che è il caveau che raccoglie e conserva le opere di Paul Klee. Sono lavori che raccontano lo scorrere del tempo e documentano i passaggi delle varie epoche, testimoni preziosi dell’amicizia con Mark Chagall o Macke, della Bahuhaus di Weimer e dell’incontro con Kandinsky fino alla morte, avvenuta a soli 62 anni nel 1939.
Visitare questo luogo, perciò, è come leggere un diario personale e al contempo storico, un viaggio che parte da un punto e si dipana lungo una linea precisa per approdare ad una superficie carica di colori e sensazioni per perdersi infine tra le curve dell’autostrada che squarciano il dolce paesaggio di Schöngrün.
Paul Klee Zentrum
Renzo Piano Build Workshop
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