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L'occhialuto giapponese Nobuyoshi Araky è uno degli artisti più provocatori e dissacranti ma allo stesso tempo uno dei più ricercati e apprezzati fotografi
dai collezionisti di mezzo mondo. La sua opera ha per oggetto quasi
esclusivamente un unico tema: la donna. E’ questa la sua ossessione che
ha cercato di scandagliare e di comprendere da ogni angolazione
nell’arco della sua vita con le oltre 16.000 fotografie scattate solo
negli ultimi 10 anni.
Una donna lontana però dal glamour e dalla bellezza stereotipata di tanta fotografia patinata, Araki esplora invece un universo femminile molto forte e spesso crudele in cui l’atto fotografico coincide con l’atto sessuale.
Attraverso le sue fotografie si percepisce il passare del tempo visto attraverso la dissoluzione dei corpi o l’abbandono dei sensi, in cui il sesso è la profanazione di un modo dorato, una violazione, fino ai limiti della volgarità, del fotografo che cerca di descrivere con la degradazione dell’immagine della donna le pulsioni e il movimento continuo della città e dei sentimenti che vi abitano.
Così anche per mezzo del travestimento, del trucco e della maschera, vere icone della cultura giapponese, Araki compone le sue fotografie con un occhio alla grandissima arte erotica giapponese ed in particolar modo ad Hokusai riletto nelle facce di ragazze viste attraverso il finestrino di un taxi, o di una donna seduta in seconda classe, o affittando delle stanze nei "love Hotel” per realizzare fotografie che hanno per soggetto quasi unicamente l’atto sessuale.
Anche le istallazioni delle sue mostre rispecchiano questa idea di caducità del tempo e di sacrilegio del corpo femminile, tanto che nelle sue ultime esibizioni ha deciso di stampare su carta e di attaccare le foto con semplici spille e puntine, poiché per Araki questo è il modo e il mezzo per avvicinarsi alla purezza della fotografia senza bisogno di limiti e cornici.
Photo © Nobuyoshi Araki
ARAKI GOLD
24 novembre 2007 - 17 febbraio 2008
Archivio di Stato - Istituto Nazionale per la Grafica
Palazzo Fontana di Trevi, Roma
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